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Partendo dalla domanda 'A cosa serve un’istituzione culturale?', Fondazione Prada si apre al grande pubblico con spazi per la produzione di cultura urbana: una continua ricerca di linguaggi diversi per provare a disegnare il tempo che stiamo vivendo e il prossimo futuro

Archeologia industriale recuperata, vecchi edifici riqualificati e nuove costruzioni. L’anima di Fondazione Prada a Milano si esprime anche attraverso il progetto architettonico dello studio OMA, fondato da Rem Koolhaas. Foto di Bas Princen, 2018. Courtesy Fondazione Prada.

In Fondazione l’arte è collezionata e proposta in allestimenti originali, offrendo letture inedite sulla contemporaneità

Se dovessimo definire in una parola il pensiero di Miuccia Prada, sicuramente la volontà di andare oltre il consolidato, il conosciuto e l’acquisito è il suo punto di forza. Da sempre ha sfidato le consuetudini, offerto letture inedite sulla contemporaneità mettendo sotto la lente d’ingrandimento modelli, tecnologie, materiali, simboli e icone, aprendo discussioni e facendo riflettere.

Bel Air Trilogy, opera di Walter de Maria del 2000-2001. Tre Chevrolet Bel Air del 1955 sono tirate a lucido come in una concessionaria. Ma un occhio attento coglie le ruote sgonfie, l’assenza degli specchietti retrovisori e soprattutto le sbarre di ferro che attraversano gli abitacoli. È solo un bellissimo accumulo di materia. L’opera è all’interno della Torre nella sezione Atlas, che ospita la collezione permanente della fondazione.

Le Studio d’Orphée, Jean-Luc Godard. Studio di registrazione e montaggio, luogo di vita e di creatività del grande regista francese, oggi è ricostruito al primo piano della galleria Sud, per permettere allo spettatore di trovarsi a stretto contatto con il processo creativo di un’opera cinematografica.

Corner Door and Doorframe, 2014-2015 è un’istallazione permanente di Robert Gober. Lo scultore americano è solito mescolare la realtà con il surreale in modo da affascinare, disturbare e disorientare il visitatore.

Who the bear? è il titolo della mostra di Simon Fujiwara. Sotto, due immagini dell’esposizione in corso alla Fondazione Prada di Milano fino al 27 settembre. Il lavoro esplora il tema dell’identità, che negli ultimi anni è sempre più indefinita.

Il Bar Luce è stato pensato dal regista americano Wes Anderson. Un luogo iconico e nostalgico che accoglie il pubblico in visita alla fondazione milanese.

La Torre, nuovo edificio all’interno del complesso della Fondazione Prada, progettato da Rem Koolhaas e, a destra, l’interno del ristorante omonimo all’ultimo piano, arredato con mobili di design, opere d’arte e ceramiche di Lucio Fontana.

Stop painting, curata da Peter Fischli alla Fondazione Prada di Venezia. L’esposizione esplora l’attualità della pittura come mezzo espressivo nell’arte contemporanea. In alto, Where the Energy Comes From 1 di Jana Euler (2014). Sopra, Untitled di Josh Smith (2021).